Massafra e la sua storia

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Massafra e la sua storia

Nonostante il territorio di Massafra risulti abitato fin dalla preistoria, le testimonianze certe della cittadina risalgono tuttavia alla seconda metà del X secolo. Infatti, in una pergamena risalente al 970 e conservata presso l’Archivio dell’Abbazia di Montecassino viene documentato l’insediamento di Massafra. Il documento narra di una controversia giudiziaria per l’appropriazione di un terreno avanzata dall’abate Ilario del monastero bizantino di San Pietro Imperiale contro Iocardo, cittadino di Massafra.

Il toponimo, che per alcuni deriva dall’unione del termine MASSA con un nome di persona, forse AFER o AFRI, per altri invece va interpretato come ‘dimora delle rupi’, riferito alla presenza delle numerose grotte in cui le popolazioni nell’alto Medioevo e successivamente i monaci basiliani trovarono rifugio.

Nel X sec. Massafra fu sede di gastaldato, un’istituzione amministrativa e militare longobarda che aveva il potere di governare e di amministrare la giustizia. Risale al 1046 l’annessione con la contea di Mottola retta da Drogone d’Altavilla, mentre fu sotto il figlio Riccardo Senescalco a partire dal 1080.

Il feudo di Massafra fu concesso nel 1269 da Carlo I d’Angiò a Oddone di Soliac. Questi, a causa della sua dittatura spietata, nel 1296 venne bandito dal Regno di Sicilia da Carlo II. Fu allora che il feudo fu inserito tra i beni del principato di Taranto ma nel 1463 passò al demanio regio. Circa venti anni dopo Massafra fu baronia di Antonio Piscicello, ma nel 1494 fu saccheggiata e distrutta dai francesi.

Poi, nel 1497, il re Federico d’Aragona lo assegnò al principe napoletano Artusio Pappacoda. Per circa due secoli appartenne al casato e tra il 1633 e il 1661 passò ad alcuni feudatari tra cui i Carmignano. Dopo di lui vi furono gli Imperiali marchesi di Oria e Francavilla e con loro rimase fino al 1778. In seguito alla Rivoluzione napoletana, avvenuta nel 1799, ebbe fine il feudalesimo anche a Massafra e la città si avviò verso una nuova era.