Ospedale di prossimità a Massafra: la posizione della Lega Salvini Premier

Il segretario cittadino Roberto Giovinazzi ed il consigliere comunale Antonio Tramonte esprimono le loro critiche in una nota stampa

In merito all’inaugurazione dell’Ospedale di prossimità a Massafra la Lega Salvini Premier ha voluto esprimere il proprio parere.

Il partito ha diffuso una nota a firma del segretario cittadino Roberto Giovinazzi e del consigliere comunale Antonio Tramonte.

Critica la posizione della Lega Salvini Premier che emerge dal comunicato stampa giunto in redazione che riportiamo integralmente.

«Grande successo per la giornata del duo Emiliano-Mazzarano oggi a Massafra.

Il popolo ha gradito la loro performance, a dir poco esilarante. Come avevamo annunciato giorni fa, inaugurazioni in pompa magna di strutture dedicate a chi è affetto da irrilevanti patologie minori.

La storia dell’ex ospedale “Pagliari”, caro Emiliano, accompagnato dal tuo galoppino Mazzarano, è ben diversa.

Il tuo predecessore Vendola, stessa area politica, in 10 anni da governatore della Regione Puglia ha ridotto la sanità ad una semplice Opera Pia chiudendo a destra e a manca gli ospedali, in primis quello di Massafra, con la benedizione finale del 118.

Vogliamo ricordare cosa sarebbe l’ospedale di comunità: una struttura con un numero limitato di posti letto, massimo 20, con una degenza media prevedibile di circa 20 giorni. L’assistenza medica verrebbe assicurata da medici di medicina di base, dai pediatri di libera scelta o da altri medici dipendenti o convenzionati con il Servizio sanitario nazionale e dai medici di continuità assistenziale (ex guardia medica).

Materialmente sarebbe gestito h 24 da personale infermieristico.

La responsabilità igienico-organizzativo e gestionale – attenzione, non medica – deve essere assicurata dal distretto sanitario.

Dunque, 20 posti letto di degenza messi a disposizione per un tempo limitato, per un numero limitato di utenti e con grandi limiti sulla qualità di assistenza medica, non certo per incapacità dei medici o del corpo infermieristico, che comunque richiederebbe una specifica competente preparazione vista l’eterogeneità delle patologie.

Immaginiamo il grande caos che si verrebbe a creare per poter accedere al ricovero: ci sarebbero ancora una volta pazienti di serie A e di serie B. Questo è il risultato, caro Emiliano, che con orgoglio mostri il tuo fido staffiere Mazzarano, complice della chiusura del nostro ospedale.

Dov’era Mazzarano quando si votava il Piano di riordino e la conseguente chiusura del “Pagliari” che serviva una popolazione di 35.000 abitanti?

Sicuramente al bar a gustarsi un buon caffè!

Ora scade il suo secondo mandato in Regione e, giustamente, vi è il risveglio dal letargo, ma dovendo presentarsi dinanzi all’elettorato e non avendo niente da sciorinare, il consigliere pensa ad attaccare la Lega di Massafra, ormai unica forza di opposizione sul territorio.

Caro Mazzarano, dopo 10 anni di assoluta inesistenza territoriale, dovresti farti un esame di coscienza e prendere una sola decisione: quella di non presentarti più dinanzi al popolo di Massafra, perché se il prezzo da pagare per avere un nostro rappresentante in consiglio regionale è quello di soccombere su tutto pur di farti sedere inutilmente in Consiglio, ne possiamo benissimo fare a meno.

Il tuo unico impegno è stato quello di decidere a quale corrente del tuo partito appartenere: Renzi, Emiliano e ora non si sa cosa riserva il futuro… dipenderà dalla convenienza del momento.
Grazie per il regalo odierno, la gente di Massafra ha apprezzato tantissimo e sicuramente se ne ricorderà il prossimo anno, nella cabina elettorale.
Certo, è da sfacciati dire che non tutti i piccoli paesi possono avere l’ospedale sotto casa e che quindi dovremmo andare tutti nelle grandi città per curarci.

Ti ricordiamo che la vicinissima città di Castellaneta, di soli 17.000 abitanti, (esattamente la metà dei massafresi), ha sempre espresso esponenti politici di rango che hanno difeso con le unghie e con i denti il proprio presidio ospedaliero, addirittura potenziandolo ad ospedale di primo livello.

Tu cosa hai fatto in 10 anni di consigliatura per la tua città? Un beneamato niente!

L’invito ad espatriare, quindi, lo facciamo a te caro Mazzarano.

Perché non cambi residenza e vai via da Massafra? La città ha bisogno di rappresentanti seri e volenterosi, al servizio della comunità. I massafresi rivogliono il loro ospedale com’era nei suoi tempi migliori.

Buona continuazione di campagna elettorale consigliere, dal 2010 mai conclusa.»