Beni demaniali: una boccata d’ossigeno per le casse comunali

Una sentenza della Cassazione ha condannato lo Stato al pagamento dell'IMU ai comuni per i beni demaniali.

«Finalmente una buona notizia per le finanze dei comuni. La Cassazione con sentenza n. 3275/19 ha condannato il demanio al pagamento dell’IMU per gli immobili di sua proprietà.» Esordisce con queste parole una nota stampa a firma del commercialista massafrese dottor Giuseppe Spera il quale ha voluto informare di questa importante novità. La sentenza emessa dalla Cassazione sancisce dunque un dato oggettivo: tutti i beni demaniali sono soggetti al pagamento dell’IMU e non sono più esenti come in passato.

«Il Demanio – chiarisce il dottor Spera – è un Ente Pubblico economico del Ministero dell’Economia, dotato di autonomia economica e gestionale, e in quanto tale rientra tra i soggetti esenti previsti dall’art. 7 c.1 D. Lgs. n. 504/92. Ora, a seguito di questa sentenza, i Comuni sono obbligati a chiedere allo Stato il pagamento quanto prima a causa della prescrizione.»

Da Spera anche la spiegazione di come dovrebbero procedere i comuni: «I Comuni dovrebbero, attraverso i propri uffici, fare una ricerca dei beni demaniali di proprietà dello Stato esistenti nel proprio territorio, approntare un inventario e tassare questi immobili.»

«Nel nostro Comune – ipotizza Spera – credo che gli immobili P/1 – P/2 ex-polveriera siano beni demaniali per cui il Comune dovrebbe chiedere il pagamento dell’IMU.» Questi però non sono gli unici beni demaniali insistenti sul territorio cittadino. Oltre all’ex polveriera della Marina Militare, si contano oltre 159 ettari di terreni demaniali ora in possesso del Comune a seguito del trasferimento a titolo non oneroso avvenuto lo scorso ottobre. Altri beni demaniali sono ubicati in località Miola, Peschirofoli, monte S. Elia, Colombato di sopra e Cernera.

Ricordiamo, a tal proposito, che l’acquisizione degli oltre 159 ettari di terreni demaniali su cui insistono alcuni fabbricati rappresenta il più grande trasferimento per estensione di superficie effettuato in Puglia a motivo del federalismo demaniale.

«Il patrimonio in pancia al demanio – fa sapere il dottor Spera – ammonta a circa 62 miliardi di euro di valore catastale. I conti sono rapidi e semplici: applicando l’aliquota del 7,6%, lo Stato deve pagare agli Enti Locali circa 3 milioni di euro.»

Facile intuire che la sentenza della Cassazione, scaturita da un contenzioso tra lo Stato ed il piccolo comune di Concordia Sul Secchia in Emilia Romagna, porterà una grossa boccata di ossigeno alle casse dei comuni di tutto il territorio nazionale. Allo stato dei fatti, lo Stato è tenuto a versare l’IMU al comune di Massafra per i cinque anni antecedenti al trasferimento dei beni demaniali all’ente.

È importante agire tempestivamente altrimenti per i pagamenti non richiesti si causerebbe un danno all’Erario.