Lega Salvini Premier: il dissenso del partito per l’isola ecologica in città

Roberto Giovinazzi e Vito Antonio Brandascio: «Per quale motivo le numerose isole ecologiche sparse a Massafra giacciono inutilizzate?»

In una nota stampa giunta in redazione, la sezione massafrese della Lega Salvini Premier interviene sul mancato utilizzo delle isole ecologiche interrate presenti in città e sul progetto di realizzare un’isola ecologica nel quartiere Santa Caterina, in zona Belvedere.

Nel comunicato stampa il segretario cittadino Lega Salvini Premier Roberto Giovinazzi ed il responsabile commercio e attività produttive Lega Salvini Premier Vito Antonio Brandascio sottolineano gli ingenti costi sopportati dalla collettività per la realizzazione delle isole ecologiche interrate al momento mai utilizzate.

I due esponenti della Lega Salvini Premier esprimono dissenso per il progetto che prevede la realizzazione di un’isola ecologica nel quartiere santa Caterina.

Di seguito riportiamo integralmente il comunicato stampa diffuso dal partito.

«Per quale motivo le numerose isole ecologiche sparse a Massafra giacciono inutilizzate?

Noi abbiamo provato a capirne le ragioni che, non crediamo di esagerare, troviamo tra il ridicolo e l’agghiacciante. Emerge un’interrogazione al consiglio comunale di qualche mese fa da parte di un consigliere di opposizione, nella quale si chiedeva all’assessore Di Gregorio di esporre le ragioni per l’abbandono di queste, a nostro avviso, insufficienti ma utili opere. Ne abbiamo letto la risposta ufficiale e le motivazioni emerse sono le seguenti:
1) I costi di svuotamento eccessivi (come dire che si pensava fosse gratis);

2) Il rischio che la cittadinanza potesse duplicare le chiavi del sistema di apertura (Ti pareva? Colpa dei cittadini poco onesti);

3) Il rischio che, dopo un paio di anni, potrebbero rendersi necessari interventi di manutenzione (ovvio, si compra una nuova auto, ma la si lascia in garage per non consumarne i freni);
4) I costi di una eventuale videosorveglianza (e niente, questa fa ridere già così).

Si concludeva che “È allo studio un sistema più razionale sull’utilizzo delle isole ecologiche” (e qui ci permettiamo giusto un filo di scetticismo misto a terrore, ormai abbiamo imparato a conoscere i tempi biblici di questo “cambiamento” e le sue trovate geniali).

Queste isole ecologiche, furono realizzate per due categorie di utenza: le famiglie massafresi con persone allettate le quali necessitano, per ovvie ragioni, di conferire giornalmente alcune tipologie di rifiuti, e per i gestori di pubblici esercizi per agevolarne il difficile compito di differenziare i rifiuti rispettando le sacrosante norme igieniche che, al contrario di ciò che pensano gli illuminati che gestiscono la raccolta a Massafra, impongono l’impossibilità di “tenere i rifiuti in sede anche per un mese” (il riferimento al consigliere Lattanzio è d’obbligo).

In risposta a questo abbandono che, vogliamo ricordare, è costato 300.000 euro, cosa hanno studiato gli amministratori del cambiamento? Un fantastico ed enorme deposito rifiuti sotto i balconi delle case del complesso Santa Caterina, cioè in pieno quartiere Belvedere! Nel quartiere dove i cittadini invocano aree destinate a verde pubblico, che in barba a tutte le regole urbanistiche è rappresentato da una misera aiuola abbandonata di circa 100 mq, e dove il decoro urbano è ancora solo una promessa mancata, loro piazzano un bel deposito di rifiuti, che oltretutto costerà alla collettività altri 300.000 euro.

Ricapitolando, il cambiamento ha portato Massafra, nell’ultimo anno, ad un aumento del costo del conferimento rifiuti pari a circa 300.000 euro, ai quali vanno sommati altri 300.000 euro di isole ecologiche (già realizzate ma in stato di abbandono) e, come se non bastasse, ne spenderanno ancora 300.000 per il deposito rifiuti nel quartiere Belvedere. Fanno 900.000 euro!

Assessore Di Gregorio, dott. Lattanzio, sindaco, noi crediamo fortemente che 900.000 euro rappresentano un’ottima ragione per indurvi alla riflessione definitiva. I cittadini con persone allettate siano stanchi di ascoltare le favole che giornalmente propinate loro e che i residenti del quartiere Santa Caterina siano già sufficientemente penalizzati dall’assenza di opere per poter sopportare lo smacco di avere sotto casa container pieni di rifiuti, con inevitabile spola di mezzi pesanti. Per questo le promettiamo una dura opposizione sia in consiglio comunale con il nostro consigliere dottor Tramonte, sia nelle piazze con i cittadini massafresi al nostro fianco.»